bacheche

Un piccolo grande contributo alla liberta’ di espressione delle associazioni

Capita non di rado, girovagando per i centri piccoli e medi della penisola, di imbattersi in spazi dedicati alla libera espressione. Elementi costituiti da sagome in metallo, plance di legno, totem su piedi e tutta una serie di strumenti messi a disposizione della società civile per rappresentare le proprie opinioni, promuovere iniziative, coordinarsi.

Ne abbiamo incontrati tanti invero nel nostro percorso attraverso le forme di partecipazione popolare. Accanto agli spazi tradizionalmente a disposizione dei gruppi consiliari o per l’esposizione del proprio quotidiano di riferimento, vi sono realtà degne di nota che hanno esteso tale diritto anche alle associazioni senza fini di lucro facenti parte del circuito cittadino. Un momento questo di grande significato perché, oltre a denotare maturità amministrativa, riconosce l’importante concorso alla vita pubblica di quel continente sommerso che va sotto le sigle ora di “volontariato”, “terzo settore”, “promozione sociale” e via discorrendo.

In tempi indubbiamente di vacche magre sia per le casse istituzionali che per gli animatori, dimostra particolare sensibilità il consentire anche ai soggetti aggregativi privi di risorse proprie di comunicare col resto della città e realizzare momenti di aggregazione proprio esprimendo il proprio pensiero su quanto quotidianamente investe la sfera pubblica.

Un esempio degno di nota è costituito dalla città di PERGOLA, piccolo centro della vicina provincia di Pesaro-Urbino che attualmente conta 6667 abitanti e che fin dal 2004 in occasione di lavori di riqualificazione del centro storico ospitava la presenza di bacheche.

L’amministrazione pergolese si era dotata nel 1995 di un “Piano del Colore e Arredo Urbano del centro storico del capoluogo” nel quale veniva regolamentato l’utilizzo degli spazi; era stata cura del consiglio comunale in occasione di un importante restyling individuare le aree che potessero ospitare le plance senza venir meno al decoro dei vecchi edifici presenti. Nel 1999 veniva quindi dato incarico ad un professionista di redigere prima uno studio di massima e nel 2000 il progetto esecutivo del Piano vero e proprio. La scelta cadde non a caso sulla centralissima Corso Matteotti dal momento che trattasi di “zona d’incontro oramai storicizzata

Finalmente nel 2004 si perviene al Regolamento con cui il Comune dava in concessione annuale “prioritariamente ai partiti politici e poi alle associazioni legalmente costituite” le ambite tabelle “secondo l’ordine di presentazione delle domande sulla base di avviso pubblico di disponibilità“.. Gli espositori sono stati realizzati sulla base di un profilo a suo tempo approvato avente dimensioni 0,75×1,05×0,20 in legno di color rovere ed impiantato su apposito telaio in ferro di color canna di fucile. Il canone inizialmente previsto a carico dei richiedenti era fissato in Euro 30,00 restando le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria a carico del concessionario.

La presenza di spazi adibiti alla promozione culturale e alla circolazione di idee oltre a vivacizzare il dibattito locale si collocava nella direzione di riconoscere l’importante funzione delle organizzazioni no profit giornalmente attive sul territorio. La riorganizzazione della circolazione carrabile e delle aree di sosta, l’inserimento di dissuasori al traffico, la valorizzazione del ruolo delle alberature e delle testimonianze del passato costituite da fontane,ecc. si univa all’intento di rivitalizzare importanti ambiti del territorio ricreando momenti di socialità.

Sarebbero tanti a Bellaria Igea Marina i siti che potrebbero diventare ‘info-point’ al servizio della libera informazione contribuendo al tempo stesso a rivalutare la frequentazione di parchi e piazze nei mesi invernali. Un investimento relativamente poco costoso sarebbe di grande supporto alla comunicazione cittadina, ravvivando un dialogo politico e culturale un tempo fiorente nel nostro Comune. Appare oramai indubbiamente chiaro come un circuito informativo ‘dedicato’ è il grande-assente in una realtà oramai prossima a quota 20.000 abitanti. Creare luoghi ad hoc andrebbe senza ombra di dubbio nella direzione di scoraggiare il frequente fenomeno dell’affissione in violazione del regolamento e permetterebbe di recuperare una vivacità che costituisce il sale di ogni comunità democratica.

L’associazione ringrazia vivamente per la disponibilità e la collaborazione l’architetto Massimo Buratti di Mondavio nonché l’amministrazione di Pergola per le informazioni fornite, tratte principalmente dai seguenti atti consiliari: .

Delibera n° 159 C.C. del 28/11/2003 “Adozione del piano dell’arredo urbano del centro storico e disposizioni relative alle bacheche”
Delibera n° 45 C.C. del 26/04/2004 “Approvazione definitiva con contestuale decisione in ordine all’osservazione presentata nel piano…”
Delibera n° 48 C.C. del 26/04/2004 “Approvazione del regolamento per la concessione delle bacheche”

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