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Vecchio Macello Bellaria

Per una nuova politica degli spazi

E’ nota a tutti l’importanza delle sale pubbliche per la vita di una comunità.

Questi ambiti, che il gergo burocratese ha ridotto alla stregua di “contenitori”, rappresentano il luogo della socialità per eccellenza e svolgono al tempo stesso una funzione di prim’ordine nella vita di una collettività come punto d’incontro di opinioni. Che vengano usate per una riunione di quartiere o celebrare un compleanno, per la presentazione di un libro o momenti autogestiti da cittadini, costituiscono -nell’epoca delle enclosures – un bene comune di inestimabile valore affinché gli abitanti di un dato territorio possano comunicare, partecipare, rappresentarsi

La presenza di vani privati (generalmente messi a disposizione degli avventori di esercizi pubblici) a mio avviso esula dalla necessaria presenza di momenti di libera aggregazione che devono avere come immancabile requisito la gratuità per i soggetti senza fini di lucro e la parità di accesso.

E’ risaputo siano  le occasioni di confronto tra le persone a lenire il senso di sradicamento che sempre di più preme sulle nostre esistenze e come sia la circolazione delle idee e la discussione pubblica delle tematiche afferenti ad una zona traggano giovamento dall’esistenza di ambiti a portata di cittadino.

Un’urbanistica spesso frettolosa ed improntata al mono-funzionalismo parrebbe in tempi recenti aver “dimenticato”, nella propria architettura, l’individuazione di spazi intermedi di contatto; gli stessi regolamenti comunali -spesso più propensi ad ottenere in dote standard a verde pubblico e parcheggi- raramente hanno subordinato la realizzazione di complessi residenziali alla nascita di luoghi votati al buon-vivere.

Una nuova regolamentazione degli spazi a disposizione della comunità che prenda le mosse da una mappatura della geografia dell’incontro a Bellaria Igea Marina e promuova il valore sociale della reciprocità tra le persone si impone per il recupero di una dimensione di socialità sempre più peregrina che dai grandi centri raggiunge non di rado le periferie; Investire sulla progettualità dal-basso, consentire la nascita di nuclei di elaborazione, favorire (a prescindere dall’età anagrafica e dalla condizione sociale) la libertà di espressione crediamo sia un contributo di grande significato per un recupero di territorialità

Christian Corbelli

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