Un pezzo alla volta

Mulo 006Un altro pezzo di Bellaria Igea Marina se ne va, portando con sè aspirazioni, sogni, ricordi.

Impossibile non provare un pizzico di nostalgia nel dare l’addio allo storico parco acquatico, emblema di una città che seppe allora reagire alla crisi con fantasia ed inventiva, fors’anche facendo di necessità virtù e tornando a far parlare di sè come mai prima di allora. Oggetto allora di acceso dibattito ma nonostante tutto capace di portare quella diversificazione che in quel mentre forse mancava. Realtà che non in pochi in verità aspettavano di veder risorgere magari sott’altra forma.

Osservare queste immagini da cartolina sbiadite dal tempo immancabilmente riporta la mente ad anni ancora intrisi di quella spensieratezza che il futuro avrebbero incrinato, a talora geniali esperienze di privati che seppero fare impresa e nel contempo generare fascino, folklore, identità caratterizzando ambiti di grande suggestione

A tanti “luoghi”-simbolo della vacanza progressivamente spariti oggi dalla scena come il Gallery, l’ArenaOlimpia, la FontanaDelFuoco, il CorsaroRosso, il GiardinoDelleMagnolie, il Libeccio, i cinema all’aperto (l’elenco potrebbe continuare) è legata una felice parentesi di storia sociale ed economica bellariese dalla quale prendiamo congedo.

Una città-che-non-c’è-più rivive scolpita nel cuore di tanti turisti che vi presero parte forse affascinati dalla miriade di siti che sapevano rendere tutt’altro che anonima e scontata la vacanza in riviera; un sapiente mix di fattori non da ultimo fatto di “spazi” di cui da oggi siamo indubbiamente più poveri

Corbelli Christian

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