05-11-2013 10.04.53
Villino "Tina" Lugaresi

Sul futuro della storica piazza

L’arrivo della betonella ha costituito, a partire dalla metà degli anni Ottanta, un momento di grande significato nella storia delle nostre località non fosse altro per aver simbolicamente superato la percezione di una città a due velocità. La scelta di non limitare l’arredo urbano al solo centro storico ma di estenderlo anche ai quartieri ha rappresentato un elemento di grande valore assieme al recupero al traffico di intere aree urbane con ZTL, pedonalizzazioni più o meno integrali, sensi unici, ecc. elevando la qualità della vita e della vacanza.

I 25 anni che sono passati da allora e gli eventi che si sono succeduti ci restituiscono una città profondamente cambiata al punto da farci leggere finanche con una certa cautela le proposte che talora affiorano circa i supposti benefici di un ritorno al transito delle auto senza un progetto di un certo spessore. Dati alla mano, la situazione di Piazza Marcianò parrebbe purtroppo affine ad altre aree ove il permanere del transito dei mezzi a motore non ha impedito l’estinzione di tante attività legate al circuito della piccola distribuzione che più di altre pagano lo scotto della crisi. Da Borgata Vecchia a Via Arno-Torre fino ad altre parti della stessa Cagnona.

Impossibile non considerare come luoghi al tempo fortemente identitari traevano la loro popolarità da una vivacità di rapporti e relazioni che partiva dagli stessi residenti-abitatori e come la piazza fosse prima di tutto un luogo della vita, tanto da non spegnersi neppure nei mesi invernali. L’eventuale inserimento di una fontana (di cui da tempo si parla) dovrà leggersi in un quadro di più generale riscoperta di quei tratti distintivi che contribuiscano a far ritrovare quella dimensione di socialità che è delle piazze per antonomasia . 

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