La sfida dei passaggi a livello

Dita incrociate nella località per una nuova puntata della soap-opera dedicata agli attraversamenti pedonali della ferrovia sotto casa. All’orizzonte una nuova rivoluzione copernicana qualora sia stato finalmente centrato il bersaglio e quindi prossimi ad una risoluzione sostanziale del problema dei tempi di attesa alle sbarre, un pericoloso boomerang indubbiamente qualora la riduzione dei tempi di blocco pressoché totale della circolazione (specie nel periodo estivo quando maggiori i veicoli e più intense le “corse”) non compensi le energie profuse, le risorse utilizzate, l’immancabile consumo di territorio.

L’invalicabilità della strada ferrata e finanche la sua funzione di “muro” è stata oggetto negli anni passati di dissapori e origine di numerosi “fronti”. Tornare a parlare di ferrovia oggi significa toccare una serie complessa di rapporti che chiamano in causa viabilità urbana, trasporto intermodale, mobilità sostenibile, qualità dello sviluppo. Nodi indubbiamente di non poco conto ma che possono trovare una corretta interpretazione solo se letti all’interno della complessità di dinamiche che hanno riguardato la costa in particolar modo negli ultimi 50 anni. Fenomeno quindi articolato che non di rado ha costituito grimaldello elettorale nonché spunto per polemiche da cui intendiamo chiamarci fuori

E’ noto come sia proprio la partenza dei rotabili da Cesenatico diretti verso Rimini a generare la chiusura dei primi due attraversamenti dell’abitato di Cagnona (via Pisino e Via Savio) disponendo al verde il segnale di protezione posto all’uscita della stazione. Sarà invece il dispositivo in corrispondenza del parco dell’Alaterno a consentire l’ingresso in quella di Bellaria una volta provveduto all’abbassamento delle barriere di Via Cervi, Via Sebenico e Via Giorgetti. L’esigenza di garantire il transito in condizioni ottimali ha storicamente legato la tempistica di chiusura delle “sbarre” dei primi due P.L. a nord alla percorrenza della tratta Cesenatico-Bellaria. Se la velocizzazione dell’abbassamento e sollevamento delle barriere ha fino ad oggi trovato serio ostacolo nelle severe prescrizioni di legge per la fitta presenza di attraversamenti carrabili, ci mancano in verità i rudimenti tecnici per afferrare quali nuove modalità garantiranno un più celere deflusso delle automobili all’indomani della soppressione dei P.L. di Via Savio e Pisino e sostituzione con un nuovo intermedio che con tutta probabilità resterebbe comandato da Cesenatico.

Vero è che passaggi a livello automatici (PLA) con chiusura a 30 secondi prima dell’arrivo del treno, altrove adottati, sono già presenti sulla Rimini-Ravenna all’altezza di Viserba riducendo notevolmente le sgradite soste. In pochi, crediamo, nella località abbiano potuto visionare le carte del caso e conoscere da vicino la modalità che dovranno mettere argine alla vexata-quaestio permettendoci dunque di fare considerazioni solo di carattere generale. Va da sé che alla vigilia di importanti riorganizzazione stessa della trasportistica, che vedrà tra l’altro Bellaria passare da “stazione” a “fermata” con la soppressione del binario di incrocio, parrebbe naturale aspettarsi un’ammodernamento della linea stessa entro cui trovino risposta i molti quesiti che ad oggi paiono ancora aleggiare nell’aria.

Christian Corbelli

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