A proposito di ZEL

Il rilancio dell’economia locale non è oggi cosa nuova. Da sempre gli amministratori puntano alla riscoperta del territorio attraverso percorsi legati ai sapori della gastronomia, visite guidate nell’hinterland, promozione turistica degli aspetti tipici cercando di attirare visitatori. Una Zona ad Economia Locale rappresenta qualcosa di più,ovvero una intera comunità che si riscopre parte attiva mettendo le proprie abilità a disposizione di un circuito capace di ridurre l’endemica dipendenza dal denaro; una economia all’inizio solo parallela ma sempre più incisiva nel recupo degli interi ambiti sottratti dal mercato.

Qualcosa, in sintesi, di più di un voler fare-da-sé e indubbiamente non alternativa ai servizi pubblici. Alla base del tutto un recupero di territorialità da parte dei cittadini organizzati in quanto non più disposti alché il loro benessere, la loro felicità, le loro opportunità siano subordinate alla bizzarrie del mercato ma alla ricerca di un contesto di relazioni che poggi sull’antica abitudine del dono, dello scambio e del reciproco sostegno nel bisogno.

ZEL chiama alla rielaborazione di un’economia non solo di consumo ma anche di produzione che per anni ha costituito la base dei piccoli centri oggi ridotti a ‘bancarelle’ rispetto alla grande distribuzione.
E’ oramai sempre più evidente come una spogliazione ai danni della produzione locale ha ridotto le città a qualcosa di simile ad un parco-clienti a rischio sempre più alto di indebitamento.

Economia locale deve significare centralità della comunità e nel contempo emancipazione in termini culturali dai modelli che hanno promosso e sorretto negli scorsi decenni stili di vita propedeutici al mero consumo (di risorse, di spazi, di umanità). Strettamente correlata quindi una ricucitura con l’ambiente ma parimenti una ricomposizione di una frammentarietà venuta avanti col post-fordismo che ha privato sempre più ambiti della loro identità,  succursali di sistemi di rete insofferenti alle valenze originarie dei luoghi.

L’acronimo ZEL è altresì il nome della città immaginaria descritta nel saggio “LA BANCA DEL TEMPO: COME RIFONDARE LE COMUNITA’ LOCALI” a cura della redazione di Tecnologie Appropriate – San Martino di Sartsina, 1996 – MacroEdizioni

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