Ripensare il territorio

La proposta avanzata nei giorni scorsi da una forza politica bellariese circa dell’ex parco acquatico ha avuto il pregio di riportare la discussione nel quartiere sui destini di una parte così importante del territorio comunale in relazione alle sue prospettive, all’utilizzo di detti spazi, alle potenzialità che essi rivestono nell’ottica di una crescita economica e civile del sito

Senza entrare nel merito dei toni della contesa e delle posizioni delle forze in campo, riteniamo che ripensare il territorio in funzione delle reali esigenze della località e della città in generale costituisca arte nobile della politica; ragionare a tutto tondo circa un’area di importanza strategica per la parte nord del nostro comune combinato con la viabilità, i parcheggi, le opportunità turistiche e commerciali che può avere nello scacchiere più generale ritengo sia un importante compito per una comunità politica sana che sa guardare avanti e non fermarsi unicamente ai problemi spiccioli della manutenzione dell’ordinario.

Risponde ad un’ottica di compartecipazione alla gestione del territorio il diritto di espressione da parte della società civile nel suo insieme La proposta avanzata, di ripartire dal Parco per una più generale riqualificazione della zona seppure perfettibile e necessaria di approfondimenti, ha il merito di porsi in veste propositiva ipotizzando indirizzi che dovranno passare al vaglio di quanti preposti a prendere decisioni.

Aquabell ha costituito per la piccola frazione per anni un vero e proprio motore alimentando l’attrattiva del quartiere e condizionando lo sviluppo di una cospicua porzione di territorio non esente tuttavia da criticità. L’enpasse che ha riguardato negli anni scorsi la struttura con la progressiva riduzione delle attività di animazione ha avuto effetti non trascurabili sull’appeal generale della località

Se fuori dalle mura cittadine il mercato dei parchi (tematici, acquatici, didattici, naturali, ecc.) costituisce nel panorama italiano una piccola eccellenza nella quale non è tuttavia secondaria la collaborazione del pubblico, scartare a priori siffatte opportunità pregiudicherebbe percorsi potenzialmente forieri di aspettative in termini di riqualificazione.

Auspicare che non si perda il valore aggiunto di una esperienza imprenditoriale ubicata in una non indifferente posizione geografica riporta l’attenzione su quale dovrà essere nei prossimi anni il modello turistico di questa porzione di riviera, le implicazioni con l’ambiente e il contesto circostante*La possibilità di caratterizzare la città del futuro mediante un riutilizzo di spazi e un riuso di elementi ancora fecondi, la dovizia di ambiti utilizzabili in maniera polivalente dalla comunità tutto l’anno, l’opportunità di recuperare (non da ultimo commercialmente) un’area a forte vocazione turistica attiva un dibattito cui auspico la collettività non vorrà restare estranea.

Aprire un tavolo pubblico di confronto con la località, gli operatori economici e la proprietà ove fare il punto sullo stato di fatto e di progetto credo doveroso per innescare percorsi partecipativi rispettosi dei ruoli e delle competenze.

Christian Corbelli

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