Lungo il margine destro del Rubicone, sulla via che congiunge il litorale con l’entroterra savignanese, c’è Capanni, una manciata di case con 200-250 persone, e casolari sparsi per la campagna. Di singolare c’è che molte delle case coloniche portano ancora i segni di un ‘nobile” passato, di principesca appartenenza: lo stemma dei principi Torlonia.
La località si chiama Capanni perché prima che le piene del Rubicone costringessero i villeggiani a costruire solide case in muratura, questi vivevano in povere capanne lungo l’argine dello storico fiume.
Attualmente appartiene territorialmente alla parrocchia di San Mauro Mare, però già dal 1830-1840 aveva la sua chiesetta, costruita dai principi, forse per evitare che i contadini perdessero troppo tempo per andare a messa nelle parrocchie lontane (la più vicina era allora Fiumicino).
A far fede dalla proprietà dei Torlonia e della loro epoca ci sono due belle campane, una datata 1850 e l’altra 1855.
Ultimamente, tramite l’interessamento del marchese DiBagno, nel 1993 è stato possibile trasferire la proprietà alla parrocchia di San Mauro Mare.
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