TRENO A_BELLARIA

I 125 anni della “Littoranea”

Centoventicinque anni fa apriva l’esercizio l’intera linea ferroviaria Rimini-Ravenna-Ferrara, talora chiamata nelle cronache dell’epoca la “Littoranea”. Non è noto perchè si scelse di aspettare il mese di gennaio di quel fatidico 1889 per aprire al pubblico gli ultimi due tratti e rendere operativo uno dei più attesi e sospirati collegamenti dell’epoca.

Varrà tuttavia la pena ricordare le forti attese che i 123 chilometri immancabilmente calamitavano alla vigilia dello scoppio della questione-sociale e come l’unione delle allora tre province emiliano-romagnole si caricava di forti connotazioni proprio per la natura eterogenea dei territori che attraversando andava ad unire.

Irriconoscibile un paesaggio su cui scorrono ancora oggi i binari su cui forse più di altri inciderà la mano dell’uomo, ora a regolare ora a incrementare criticità già allora presenti. Una cartolina scattata tra pinete e valli depresse, nascenti zuccherifici e spiagge dunose è probabilmente quella impressa nella memoria dei primi viaggiatori che grazie al treno si apprestano a scoprire una località dall’inconsueto fascino e un’economia moderna che emetteva i primi vagiti.

Sono forse le sbuffanti vaporiere a celebrare questo surreale battesimo della Romagna-che-verrà sulla scorta dei convogli che la uniscono ora al resto di una penisola in fermento?

Quel che a noi piace ricordare è la parentesi di grande progresso che l’avvento delle comunicazioni potè rendere possibile in una società già allora percorsa da fremiti e tensioni che i lavori ferroviari solo in parte poterono procastinare. Un tributo che 125 anni dopo pare doveroso rivolgere ad una stagione di grandi sogni (e non infrequenti delusioni) che nel lavoro sociale e nell’operosità porrà le basi per un’economia di comunità che varrebbe la pena oggi riscoprire.

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