BELLARIA ponte_della_ferrovia

Viserba, Bellaria, Santarcangelo, Torriana. La resistenza

Il 24 (settembre 1944 ndr) i neozelandesi attraversano il rio Fontanaccia, profondo 3 o 4 metri. Una squadra combatte  aspramente e i superstiti sono costretti a tenersi nascosti nel rio. La sera altro terribile  intervento dell’artiglieria. Nella notte i neozelandesi muovono ancora in avanti, con il 22° Btg sulla litoranea verso Igea Marina, il 24° più all’interno, verso Bordonchio e il 25° ancora più all’interno a proteggere il fianco sinistro del 24°. I tedeschi hanno lasciato in retroguardia nuclei di mitragliatrici e mortai.

Poco prima dell’alba del 25 (settembre ndr) il 24°Btg  è a 200 metri da Bordonchio (…). Frattanto si sentono esplosioni di mine a Igea Marina: evidentemente il nemico si sta ritirando. Nella mattinata del 25 arrivano cacciabombardieri, mentre l’artiglieria riprende il suo fuoco. Superato nel primo pomeriggio il rio del Moro, sul tardi i battaglioni 24° e 25° con l’appoggio dei carri del 20° battaglione corazzato si appressano a Igea Marina.

A sera von Vietinghoff telefona a Kesselring che la situazione è critica (…)

In previsione di un nuovo potente attacco dei neozelandesi le difese tedesche vengono spostate dietro l’Uso. Igea Marina viene liberata il 26 e nella notte stessa il fiume Uso è varcato in due punti. Ora interviene  il 26 Bgt. e tornano in combattimento i greci. La linea alleata lungo il corso dell’Uso vede i greci della 3° Brigata di montagna alla foce, il 24 Btg. su Cà Torretta e la Cagnona, quindi più all’interno il 25° battaglione poi il 26°. Primo obiettivo è Bellaria, difesa dai turkmeni  del Btg. I./303 del capitano Frank e del II/303 del capitano Hake, rinforzati dai paracadutisti del I.Regt, il secondo è il fiume Fiumicino (Rubicone).

A sera, approfittando che il ponte di ferro stradale è rimasto intatto (quello ferroviario vicino, in cemento armato, è stato invece distrutto) una pattuglia di autoblindo “Staghound” dello Sq. “C” della Divisionals Cavalry neozelandese entra a Bellaria ma la sua marcia è impedita dalle demolizioni tedesche per cui, di fronte alla vivace opposizione delle retroguardie nemiche, la pattuglia si ritira al di qua dell’Uso(….)

L’indomani mattina, 27 settembre, i Greci entrano in Bellaria, accolti dalla popolazione festante, che vede finalmente terminati gli orrori della guerra.

Amedeo Montemaggi “Linea Gotica 1944” pagg. 215  –Editrice Museo dell’Aviazione- Rimini 2002

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