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C a g n o n a . i t
IL BILANCIO PARTECIPATIVO DI GROTTAMMARE
L’intento degli attivisti è stato quello
di arrestare il degrado ambientale,
s o c i a l e , c u l t u r a l e c a u s a t o
dall’aggressione ai beni comuni e
dalla mancanza di cura per la “cosa
pubblica”. Elemento unificante la consa-
pevolezza che fosse necessario supera-
re criticamente le forme della politica
tradizionale, la delega in bianco agli eletti
nelle istituzioni e una concezione dei
servizi pubblici improntata ad un rapporto
del tipo cliente/fornitore piuttosto che
sulla cogestione condivisa dei beni co-
muni.
Il Bilancio Partecipativo a Grottammare si
inserisce nell’ambito di un progetto
dell’amministrazione teso a promuovere
il diritto di tutti i cittadini di decidere
sull’uso delle risorse collettive con un
apposito regolamento.
L’elemento centrale del processo è rap-
presentato dalle sei assemblee di zona,
che si riunivano due volte l’anno; al ricor-
so al voto è stato preferito una discussio-
ne sui bisogni che portasse a sintesi con-
clusive regolarmente verbalizzate. Le
assemblee non sono state concepite
come istanze in cui i cittadini erano chia-
mati a esprimere un voto o una preferen-
za su griglie di possibilità già definite. Al
contrario, è stata privilegiata la dinamica
di discussione e confronto tra idee e pro-
poste diverse, sperimentando una parte-
cipazione che fosse un processo colletti-
vo e dialettico di assunzione delle deci-
sioni. Accanto alle assemblee si sono
formati, inoltre, dei comitati spontanei di
cittadini che hanno svolto un ruolo di faci-
litazione del processo.
La prima assemblea di zona è dedicata
all’emersione dei bisogni: i cittadini pos-
sono far pervenire le loro proposte o ri-
vendicazioni attraverso lettere, riunioni
con l’Amministrazione, e-mail ecc. Nella
seconda tornata i cittadini sono chiamati,
attraverso il voto, a stabilire l’ordine di
priorità delle diverse proposte, per ognu-
na delle quali nel frattempo è stata elabo-
rata una scheda di fattibilità con relativa
spesa di massima; l’Amministrazione si
impegna a rispettare le priorità definite
dalla popolazione.
Un processo che ha anche consentito a
molti soggetti di prendere coscienza della
necessità, per difendere la propria qualità
della vita, di resistere alle sempre più
spietate leggi del mercato, recuperare
spazi per lo svago e le relazioni. Una
diversa idea di città a misura d'uomo
espresse dalla parte più debole e sensi-
bile della popolazione, con un'offerta
turistica centrata sull'ambiente, la cultura
,
la pulizia, la tranquillità e la possibilità di
socializzazione.
L’applicazione del Bilancio Partecipativo
si è accompagnata a una coerente politi-
ca di reperimento delle risorse finanzia-
rie; in particolare è stata resa progressiva
la tassa sugli immobili, con aliquote diffe-
renziate, ed è stata prevista una penaliz-
zazione per i proprietari degli immobili
lasciati sfitti o inutilizzati. È stata aperta
una farmacia comunale che da sola ha
un fatturato di oltre 1.500.000 euro e so-
no state in generale incrementate le en-
trate extratributarie.
Una politica tributaria e impositiva im-
prontata alla progressività ha determina-
to nei fatti una ridistribuzione della ric-
chezza ed ha permesso di far fronte allo
scarso trasferimento di fondi dallo Stato e
dalla Regione, dando luogo ad un note-
vole incremento degli investimenti con la
realizzazione di centri sociali per gli an-
ziani, ludoteche, centri di aggregazione
giovanile, centri diurni per disabili, servizi
decentrati e domiciliari
Una prassi di controllo democratico degli
stessi servizi, esercitata in un quadro di
grande trasparenza, che vede, come già
detto, i quartieri e le forze sociali coinvolte
nei momenti salienti della programmazio-
ne a partire dal bilancio comunale ha
permesso di ottenere con gestioni dirette
del Comune, risultati dì efficienza, qualità
ed economicità in importanti servizi di
interesse pubblico.
E' importante rilevare come tutto ciò non
venga calato dall'alto, ma sia proposto in
stretta relazione con i bisogni dei cittadini,
in qualche caso mistificati e deformati
dalle sirene consumistiche ma che però,
spesso, si "depurano" nel confronto e
nella riflessione collettiva.
La longeva esperienza grottammarese,
dimostra quindi che a livello locale, è
praticabile un’altra politica e una sostan-
ziale democrazia.
Partire dal "piccolo" e dal "locale" appare
imprescindibile anche per produrre rispo-
ste in grado di assicurare un futuro all'u-
manità sotto ogni profilo, sociale, econo-
mico, ambientale, affinché le prospettiva
di un altro mondo possibile si trasformi in
un vero e proprio cantiere diffuso
.
Massimo Rossi
Massimo Rossi, già sindaco di Grottam
mare e presidente della Provincia di
Ascoli, oggi portavoce nazionale FdS., è
intervenuto nell’incontro pubblico a Casa
Finotti (ParcoPanzini) il 07.12.2011 sul
tema della Democrazia Partecipativa. Un
grazie di cuore per l’amicizia e la collabo
razione.
Segue dalla prima