Cagnona.it | Dicembre 2014
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N
el Medioevo le acque sono una componente forte
del paesaggio. I livelli di piovosità, il pressoché nullo
sfruttamento delle falde superficiali, la presenza residua
del manto boschivo, contribuiscono a determinare un re-
gime idraulico caratteriz-
zato da specchi lacustri o
palustri abbastanza diffusi
e corsi d’acque con porta-
ta abbondante e piuttosto
continua. Sono elementi ri-
scontrabili lungo tutta la fa-
scia pianeggiante, e quindi
anche a San Mauro.
M
a qui vi è qualcosa di
più: nella zona della
bassa pianura costiera, ove
le pendenze sono molto ridotte e il deflusso fluviale si pre-
senta difficile, il ristagno determina una particolare con-
centrazione di acquitrini, mentre i vari fossi e torrentelli che
l’intersecano, vengono a trovarsi in un ricorrente stato di
saturazione. Se alla naturale predisposizione all’impaluda-
mento, si aggiunge il totale abbandono della regimazione
idraulica realizzata in età romana, oltre al dissesto idrogeo-
logico intervenuto nei secoli dell’alto Medioevo, il risultato
è facilmente immaginabile. Nella sostanza, questa può de-
finirsi una vera e propria “area umida” che, assieme al con-
tinuo territorio di Bellaria, costituisce l’estrema propaggine
della fascia valliva rivierasca, un tempo estesa dal delta
del Po alla bassa Romagna (…).
A
ccanto alle ovvie menzioni del Fiumicello, del RioSal-
to e dell’Uso nel corso del XV secolo è presente una
toponomastica fondiaria che testimonia l’estrema preca-
rietà dell’assetto idraulico locale; nella corte di San Mau-
ro è nominato più volte il fondo
Rivi Veteris
; nella curia di
Giovedìa compare a sua volta il fondo
Uxis Sicchi
o
Luxi
Sechi
. Sono tracce inequivocabili di modificazioni de-
gli assetti fluviali, dovute con tutta evidenza a problemi
di decorso. In territorio di San Mauro è presente inoltre il
fondo
Fovee
, attestante uno scolo che confluisce nel Rio
Salto; mentre un’altra fossa separa, a valle, il territorio di
Giovedìa da quello di Bellaria. Questo canale scorre nei
pressi della cosiddetta Via Nova, un tracciato carrabile le-
gato verosimilmente a lavori di sistemazione idraulica. Ulte-
riori tracce della ricchezza d’acque che contraddistingue
l’area di San Mauro nel tardo Medioevo, possono riscon-
trarsi nella presenza del fondo
Fontanelle
o
Fontanellarum
, poco
distante dall’Uso; un’altra fonte
è specificatamente documen-
tata in una possessione del fon-
do
Giovedìe
; l’attestazione di
suoli limacciosi ci viene, poi, dai
fondi
Limate
e
Vigne Limate
.(…)
E
siste anche una lunga serie
di atti che testimoniano la
capillare diffusione delle
“pan-
tiere”
. Queste, nella sostanza,
sono piccoli stagni, guazzi, specchi d’acqua (attrezzati
con reti e recinzioni) per la cattura delle anitre selvatiche;
in via subordinata servono pure all’allevamento del pesce
d’acqua dolce. La loro esistenza presuppone avvallamen-
to del terreno e notevoli quantità di acque, presenti in for-
ma spontanea oppure facilmente conducibili da un fosso
o canale vicino.
O
reste Delucca in “San Mauro fra Medioevo e età mo-
derna : note storiche e edizione degli statuti” Pazzini,
[Verucchio 1994].
AREAUMIDA
CAGNONA.IT
Periodico a cura dell’associazione CAGNONA.IT ONLUS
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Christian Corbelli
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Luxor Print - Bellaria
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