Cagnona.it | Dicembre 2014
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CAGNONA.IT
SERVE UN PROGETTO PER PIAZZA MARCIANO’
C
hissà se Erardo Lugaresi avrebbe mai immaginato,
all’atto del conferimento, quale surreale destino sa-
rebbe toccato alla porzione di territorio destinata ad ospi-
tare la nascente Piazza della Cagnona. Un sito, ci raccon-
tano le cronache, da subito particolarmente apprezzato
per la felice collocazione; uno spazio pubblico a pochi
passi dalla spiaggia e quindi baricentrico in quell’area a
mare della ferrovia che prima delle altre ha conosciuto i
benefici del nascente turismo di massa senza mai rinun-
ciare a quegli elementi di distinzione che costituivano il suo
vero appeal. Per lunghi anni Piazza Marcianò (dal dopo-
guerra) ha rappresentato uno scorcio di quelle cartolina
che facevano il giro del mondo raccomandando ad amici
e conoscenti di farvi visita; una piccola fontana al centro
(
“
poco più di un ebi
”
, raccontano i più anziani) accanto a
cui tutti almeno una volta si sono messi in posa.
T
utto il resto è storia ed è rappresentato dal crocevia di
esistenze che ha ruotato per decenni attorno al piccolo
piazzale. Un microcosmo di rapporti e relazioni di grande
intensità sviluppatosi attorno ad un sito divenuto centro
di vita permanente anche in inverno, nell’intersecarsi di
storie legate a pubblici esercizi e ad autentici “personag-
gi” che nel tempo hanno popolato la memoria di questo
autentico luogo.
L
a fine degli anni Ottanta con le grandi trasformazioni
del mercato turistico e della piccola distribuzione com-
merciale, il complicarsi delle dinamiche sociali e la ricerca
di nuovi modi di concepire la vacanza hanno costituito il
capolinea di una certa vivacità della piazzetta che, pur
continuando ad ospitare eventi estivi ed aver beneficia-
to del prezioso restyling, parrebbe faticare a recuperare lo
slancio necessario a tornare a pieno titolo in campo.
U
na comunità costituita prevalentemente dai nuovi resi-
denti stabilitisi nei palazzi circostanti è la principale com-
ponente della sua utenza durante l’intero arco dell’anno.
La presenza del divieto di transito e di sosta (quando viene
rispettato) ne fa un’area in sicurezza sul cui valore è impor-
tante interrogarsi. La possibilità di fruire di una importante
corte (pur circondata su tre lati da abitazioni) rappresenta
un’opportunità più unica che rara percorrendo un Viale
Panzini in direzione del centro a sempre maggiore densità
insediativa.
I
l recupero di questa importante parte del quartiere chia-
ma in causa una progettualità che deve investire l’intero
corpo attivo per le tante implicazioni col territorio. Se tor-
nare a parlare di fruibilità di spazi pubblici significa, oggi
più che mai, occasioni di lavoro, libertà d’espressione e
opportunità di una collettività di rappresentarsi, crediamo
necessaria una riflessione tanto sulle criticità quanto sulle
potenzialità che ambiti come questo possono oggi avere.
M
eglio ancora se entro una dimensione di città parte-
cipata.
Christian Corbelli