L’esigenza di ridurre l’impatto sociale e ambientale degli
imballaggi plastici in termini di smaltimento rifiuti e costi di
trasporto ha dato vita ad una iniziativa denominata "L'acqua
dei Sindaci", che promossa da Adriatica Acque coinvolge già
dieci città (tra cui Forlì-Cesena, Ravenna, Bologna e Ferrara)
con l'obiettivo di creare un network per garantire la qualità
dell'acqua erogata.
Grazie alla collaborazione nata tra Romagna Acque, Hera e
Adriatica Acque sono già numerose le municipalità che han-
no accolto sul loro territorio la Casa dell’Acqua con notevole
soddisfazione da parte dei cittadini.
Il successo registrato pressoché ovunque dall’installazione
dell’erogatore pubblico di acqua naturale e gassata lascia ben
sperare che anche Bellaria vorrà presto dotarsi di analoga
struttura
Per mezzo di un erogatore collegato alla rete idrica dell'ac-
quedotto, che distribuisce acqua refrigerata senza l'aggiunta
di alcun trattamento, i cittadini possono avere a disposizione
acqua fresca sia naturale che gassata, senza bisogno di ricor-
rere a stoccaggi e soprattutto evitando lo smaltimento di con-
tenitori vuoti
Sorprendenti i dati della vicina Santarcangelo dove nei primi
cinque giorni l’erogazione ha toccato quota 10mila litri e nel
primo mese ha permesso di consumare 27mila bottiglie in
meno.
Dove installata,
L a C a s a
dell’Acqua ha
permesso di
r a v v i v a r e
l’antica tradi-
zione delle fon-
tane pubbliche
come punto
d’incontro per
la popolazione
diventando un
luogo di aggre-
gazione oltre ad
offrire un servi-
zio di comune
utilità.
Pagina 3
C a g n o n a . i t
Ch i l ome t ro zero
LA CASA DELL’ACQUA
LA CASA DELL’ACQUA
LA CASA DELL’ACQUA
LA CASA DELL’ACQUA
Segue dalla prima
Ne sono prova le adesioni al progetto "Mare di Sapori" della Pro-
vincia di Rimini da parte degli ospiti di alcuni alberghi del nostro
Comune.
La bontà delle merende e l'accoglienza nelle aziende agricole che
aderivano al Consorzio "La strada dei vini e dei sapori" hanno
lasciato il segno, al punto che i turisti si prenotavano per l'anno
successivo. Purtroppo i fondi pubblici si sono ridotti e l'esperien-
za è tramontata.
Un altro indicatore della "nuova" sensibilità" sono le cene tipiche
romagnole all'insegna dei prodotti locali accompagnate dalla voce
di un narratore che racconta la storia di quanto si mangia e stimo-
la i commensali a percepirne le sensazioni olfattive e gustative.
Sono numerose le strutture agricole dell'entroterra riminese che
negli ultimi anni si sono specializzate nella vendita diretta, acco-
gliendo in azienda i villeggianti e permettendo loro di conoscere
da vicino un ambiente fino a ieri "sconosciuto" come quello del
turismo rurale.
Perché bisogna andare nella Valconca o nella Valmarecchia e non
valorizzare l' ambiente rurale del nostro Comune,con la cura del
paesaggio agrario e con qualche agevolazione normativa?
Ci sono anche da noi gli agricoltori che vorrebbero fa conoscere
le proprie esperienze e fare apprezzare i sapori della propria terra
con produzioni di trasformati destinati al mercato turistico. Dato
che le quantità non sono a livello industriale, essi non sono in
grado di sostenere i costi per realizzare strutture cosiddette "a
norma"e ottenere certificazioni complesse e dispendiose.
Il paradosso è che i cibi "chimici" passano come normali e quelli
"puliti" o meno avvelenati devono essere certificati.
Il nostro obiettivo è di raccogliere le riflessioni su questi temi e di
favorire le iniziative degli agricoltori più sensibili possibilmente
con il supporto dell'Amministrazione comunale e
delle associa-
zioni di categoria.
Giovanni Cesari, Legambiente Bellaria Igea Marina
Cagnona si candida ad ospitare l’erogatore pubblico