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a noi precedente, ha lasciato un se-
gno
”.
L’ambiente influisce sulla persona e
ne condiziona la vita; spesso non ci
si accorge di questo perché troppo
presi nelle attività dell’uomo (lavoro,
famiglia, socializzazione, confronti,
competizioni, condivisioni etc.).
Questo accade fino a quando qual-
cuno o qualcosa attira le nostra at-
tenzione, facendoci riflettere”.
E’ accaduto infatti che un giorno un
abitante del Rione (uno di noi, una
persona comune) si chiedesse: “
Ma
cosa vuol dire Rione Montecavallo?
“,
“…..perché Montecavallo
?” e da qui
un’ infinita fila di perche?. Meditando
meditando il nostro sig. Montecaval-
lino o Montecavallaro ha deciso di
raccontare anche ad altri i suoi pen-
sieri, quindi ha distribuito dei manife-
sti (volantini fatti in proprio al compu-
ter) e, tra i residenti e chi lavora nel
Rione si è creata una crescente cu-
riosità e voglia di sapere.
Ci si è accorti di un passato pratica-
mente sconosciuto di gente povera,
di lavoratori, di artigiani, mercanti,
commercianti, politici, religiosi, di
mura Romane e mura Malatestiane,
della porta Montanara, della fossa
Patara e del Canale dei Mulini.
Poche sono le notizie e non sappia-
mo perché da Rione Sant’Andrea sia
poi diventato Rione autonomo. La
storia in genere (anche quella di Ri-
mini) cita per lo più, fatti e personag-
gi relativi ai potenti, ai nobili, ai bene-
stanti ma del popolo ne parla poco e
nel nostro rione abitavano in preva-
lenza persone del popolo, povera
gente, artigiani, commercianti, ap-
partenenti al clero (ordini monastici
mendicanti).
Si è così costituito un
comitato
spontaneo
e non finalizzato ad otte-
nere altro che non sia valorizzare e
rivitalizzare il Rione. Il Comitato è
una costola del Circolo Montecavallo
(già Circolo dei lavoratori, di cui si
conosce solo parzialmente la storia
dal 1949 in poi) e si riu-
nisce il mercoledì sera
alle 21 presso la sala
predetta
Dal lavoro dei compo-
nenti è nata una
mostra
storico-fotografica
“itinerante” che ha avuto
come prima sede il Cir-
colo,il sagrato della
Chiese di Sant’Agnese
in via Garibaldi, la festa
del Borgo S.Andrea (12-14 ottobre
2013) Infine, durante le feste natali-
zie, nella Corte degli Ulivi, lungo il
Corso D'Augusto. Si sta lavorando
per la prossima tappa.
In un luogo, nel Rione Montecavallo
in questo caso, coesistono storia,
arte, cultura e impegno sociale e si
scopre che ciascuno ha voglia di
fare qualcosa magari anche apparte-
nente a generazioni diverse. Gli in-
gredienti presi singolarmente, pur
riscuotendo ognuno un certo interes-
se, sono leggermente insipidi oppure
mancanti di qualcosa. Mescolati co-
me avviene in un frullatore invece
possono produrre un mix energetico
e gustoso.
Ecco allora che le persone si ritrova-
no a discutere della storia del posto
dove vivono e magari vengono a
sapere che un muro di cinta romano
passa nel proprio giardino oppure
che nel condominio tal dei tali si ag-
girerebbe il fantasma di un etrusco,
ecc...
Poi un pomeriggio di novembre alcu-
ni studenti universitari, curiosando
qua e là nella città che li ospita in
uno dei periodi più belli della loro
vita, scoprono monumenti, facciate
inconsuete, scorci caratteristici e lo
fanno con leggerezza ma anche con
entusiasmo.
Succede che alcune sculture lumino-
se ispirate alle “Città Invisibili” di Cal-
vino ed esposta in una vetrina del
rione, forse attratte dai vicoli e dalle
forme urbane presenti, incominciano
a muoversi e si piazzano in punti
precisi come a chiedere di essere
fotografate.
Marco Sanchini
Per info:
rionemontecavallo.rn@gmail.com
Su Facebook “Rione Montecavallo”
IL RIONE MONTECAVALLO ALLA RICERCA DELLE PROPRIE RADICI E DI SE STESSO
Passato, presente e futuro in un quartiere del centro storico di Rimini
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C A G N O N A . I T
Dalla prima