Cagnona, i quartieri e noi
Segue dalla prima
In questa direzione appare chiaro come il quartiere consultivo svolgerà
la sua vera funzione di rappresentanza del territorio solo se saprà affer-
marsi come mediatore tra culture ed approcci differenti, contenitore di
diversità, stimolo alla progettualità e proposta di ciascuna località.
Solo dunque se riuscirà ad affermarsi come luogo intermedio per rap-
presentare istanze ad ampio raggio, ad elaborare conflitti andando al di
là dei tradizionali “problemi delle zone”, a lavorare in sinergia con le
restanti parti del territorio all’insegna della collaborazione e della reci-
procità, potrà svolgere quella funzione di raccordo e collante funziona-
le ad una città che cresce.
Christian Corbelli
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C a g n o n a . i t
Le Assemblee Pubbliche per le Elezioni dei Consigli di Quartiere sono convocate per la giornata
di DOMENICA 18 APRILE, dalle 8.00 alle 20.00. Per il Quartiere Cagnona le elezioni si svolge-
ranno presso la SCUOLA ELEMENTARE TRE PONTI.
Nei luoghi delle miniere di carbone, dove tutto
era nero, la farfalla bianca per sopravvivere ai
suoi predatori, essendo visibilissima, diventò
nera. Come spiega Darwin, per la conserva-
zione della specie ci si deve adattare
all’ambiente circostante; chi ce la fa, soprav-
vive, altrimenti muore.
La farfalla ebbe il tempo di adattarsi
all’ambiente divenuto nero.
Noi umani oggi, per la conservazione della
nostra specie, dobbiamo sopravvivere ad un
predatore strano, l’uomo stesso, e a un mondo
condizionato e manipolato, in maniera molto
veloce e a noi sfavorevole, e non abbiamo
abbastanza tempo per adattarci man mano
all’ambiente in cui viviamo: per sopravvivere
dobbiamo quindi imperativamente cercare
soluzioni per attenuare, da una parte, i nostri
“disagi” e, dall’altra, agire sull’ambiente che
ci circonda, per poter fermare o quantomeno
rallentare i mutamenti negativi.
Metaforicamente, non abbiamo più la possibi-
lità di diventare neri e salvarci!! Cerchiamo
almeno di diventare grigi….
La Cagnona
Per andare in centro mi ricordo che abbiamo
sempre detto ”andiamo a Bellaria” come se
fossimo chissà dove. In effetti c’era una
di-
stanza
fra la Cagnona e Bellaria, Quando si
andava alle medie, alla borgata, anni ’60, i
ragazzini che venivano dalla Cagnona erano
un po’ discriminati, veniva sottolineata quasi
una
distanza intellettiva.
Poi è bastato qualcosa di molto fisico, un
rinnovamento del viale Panzini, la creazione
dell’Isola dei Platani, oggi vero centro, la
riappropriazione della vecchia statale 16 come
strada di collegamento interno urbano, la
costruzione della nuova scuola media alla
Cagnona, la ristrutturazione della Casa Rossa
e dell’annesso parco urbano, per cui oggi non
ci sono più “gli alunni della Cagnona”, si dice
“andiamo in centro”, ci si riconosce nella
figura dello scrittore, ospite-abitante della
Cagnona, Alfredo Panzini, nella Casa Rossa
come centro museale, meta intellettuale, con
spazi all’aria aperta. Quella distanza, più o
meno immaginaria, non c’è già più. Ora ne-
cessita una progettualità dinamica, sul sito
Casa Rossa-Panzini-Parco, che si prospetta
niente male se mirata alla partecipazione e alla
frequentazione quotidiana di tutti i cittadini e
dei villeggianti, finalizzata all’ulteriore svilup-
po della zona, nel senso di crescita e di qualità
urbana che diventa crescita culturale, turistica,
economica.
Riflettiamo quindi su quanta importanza han-
no avuto semplici, concrete modifiche struttu-
ral i e soprat tut to del la viabi l i tà
sull’immaginario collettivo! Quindi sui com-
portamenti reali, quotidiani della gente, sulla
loro vita.
Si potrebbe anche invertire la rotta, dal centro
si viene alla Cagnona!!!
Creare un invito, una specie di corsia prefe-
renziale, agendo sui percorsi da costruire per
raggiungere il polo “ Casa Rossa”, in un am-
biente piacevole, sicuro, dove si possa passeg-
giare, ci si possa riposare al fresco delle pian-
te, si possa frequentare locali e negozi e quelle
attività che si sostengono solo con il passaggio
delle persone.
Oggi c’è il marciapiede di viale Panzini, ma
altre vie e luoghi della Cagnona dovrebbero
essere “marciapiede”. Occorre un cambiamen-
to culturale, pronto da un lato a proporre,
dall’altro a recepire le nuove opportunità e a
farne strumento. Ogni azione, di arredo, strut-
turale, ecc. dovrebbe essere un passo verso
percorsi vivibili, verso la conversione comple-
ta alle tematiche ambientali. Colori su quel
grigio da raggiungere.
Stefania Vasini
COME LE FARFALLE
Segni prescrittori del territorio e delle relazioni