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Cagnona.it | Dicembre 2014
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CAGNONA.IT
RICOMINCIAMO...
PICCOLE CASE
C
he la figura dello scrittore
tornasse ad abitare nella
nostra zona è stato, per un pe-
riodo più o meno lungo, il sogno
di pressoché tutti, così come che
la sua eredità umana ed artistica
potesse sempre di più caratteriz-
zare la frazione.
P
anzini ripreso in posa intimi-
sta nel salire in sella all’ama-
ta bicicletta divenne persino un
brand
che, oltre a connotare gli
eventi del 70esimo della scom-
parsa, pareva potersi fare icona
della nuova polarità che stava
nascendo alla frontiera nord del
Comune.
N
el progetto di una città delle
lettere (ma al tempo stesso
delle arti) in verità in Cagnona
non si è mai smesso di credere
così come in una programmazio-
ne annuale di eventi che, ruotan-
do attorno allo storico edificio,
fosse in grado di produrre un ri-
lancio complessivo della località.
Una Casa che vive tutto l’anno,
centro di aggregazione permanente e di una progettua-
lità capace di coinvolgere un po’ tutte le articolazioni so-
ciali (dalla scuola e dal volontariato) avrebbe indubbia-
mente la facoltà di destagionalizzare un sito che ancora
attende di diventare autenti-
co “luogo” .
A
lcuni strumenti messi a
disposizione dall’ordina-
mento degli enti locali come
un’ istituzione o una fonda-
zione parrebbero ancor oggi
la strada maestra da seguire
per una gestione autonoma
in termini di politiche cultura-
li ma nel contempo in grado
di affiancare il budget co-
munale con contributi e sov-
venzioni da parte di privati.
Orientamento
quest’ultimo
che sempre più parrebbe
oggi affermarsi in un’ottica di
sussidiarietà coi territori e i por-
tatori di interesse a cominciare
dai partner storici (Fondazione
CARIM, Università di Bologna,
Circuito delle CaseMuseo de-
gli scrittori di Romagna)
U
n acceleratore ancora in
buona parte da preme-
re per un recupero di visibilità
(ma al tempo stesso di conte-
nuti) in sinergia con un territorio ancora in grado di espri-
mere le sue migliori potenzialità.
P
iccole case immerse dal verde, affiancate da altre di
più recente matrice, testimoniano ancor oggi la vitalità
di un passato in cui la località tenne a battesimo il nascen-
te turismo rivierasco
E
difici ora scomparsi si alternano a quelli
invece gelosamente conservati e abitati
tutto l’anno dalla famiglia, custodi di un fa-
scino senza tempo.
A
rchitetture dalle forme contenute nella
loro sobrietà convivono con costruzio-
ni più elaborate dominate dal gusto della
ricerca. Del rincorrersi degli stili in questo
gioco di accostamenti sono testimoni le
facciate, gli arredi così come gli interni, mai
ripetitivi o scontati.
P
ercorrendo le vie della località è assai difficile non nota-
re i tratti indelebili della grande vivacità di relazioni che
riguardò questo microcosmo.
L
’intensità dei rapporti che si svilupparono tra locali e visi-
tatori, l’interazione tra mondi allora assai diversi e distan-
ti, la sperimentazione di nuovi modi di fruire del tempo e
della ricreazione offerta dalla vacanza pa-
iono rivivere all’ombra delle solide mura dei
piccoli chalet di mare.
L
’affermarsi dell’allora nascente industria
turistica ritrova nelle forme della casa
delle vacanze una tappa saliente in quel
processo di specializzazione di cui fu attore
e testimone compartecipe l’intera comuni-
tà locale agli inizi dell’avventura balneare
R
intracciare nel territorio questi importanti
segni del passaggio del tempo non co-
stituisce mero
amarcord
ma recupero di una dimensione
culturale dall’indubbia valenza suggestiva
dalla prima