Accanto a chi rivendica maggiore attenzione verso la manu-
tenzione delle strutture e chi inveisce contro la malasorte c’è
chi ha capito che la cosa andrà per le lunghe ed è meglio at-
trezzarsi a passare per la notte senza farne una malattia. E’ in
virtù dello spirito di adattamento che abitualmente non man-
ca nelle popolazioni caraibiche che, riscontrata
l’impossibilità di ripartire in tempi certi, che il gruppo con
un pizzico di ingegno e una forte auto-organizzazione sa
trasformare la sala d’aspetto del piccolo terminal in un im-
provvisato albergo ove ciascuno pare riscoprire piccole abili-
tà personali mettendosi disposizione degli altri per permet-
tere la soluzione di problemi di varia natura.
Tra le mura scrostate della baracca (presto riportate all’antico
splendore da provetti imbianchini) nascono passioni, relazio-
ni, riscoperta di antiche capacità e inclinazioni, volontà di
condividere con gli altri i propri drammi o la propria felicità.
Di lì in avanti è tutto un crescendo inarrestabile di colore e
creatività. Le opportunità di questa singolare comunità (di
questo si può parlare visto il forte legame che ormai lega le
persone) parrebbero quasi infinite se materiali di scarto e
oggetti dismessi vengono come per magìa riadattati allo sco-
po di servire un estemporaneo villaggio che tutti oramai sen-
tono come ‘casa’ scongiurando la fine della vacanza e il ri-
torno alla propria quotidianità.
Si è trattato di un sogno vagamente simile un miraggio indot-
to dalla calura quello che l’indomani, ripresa la propria mar-
cia, ogni passeggero porta con sé nel cuore o l’immagine di
una dimensione a portata di mano, magica ma per molti ver-
si possibile, alla quale troppo spesso rinunciamo magari per
la disabitudine a pensare diversi orizzonti?
La proiezione del film “LISTA D’ATTESA” di Juan Car-
los Tabio (106 min. 2000) ha aperto mercoledì 5 mar-
zo la rassegna annuale di incontri a cura del Coordina-
mento delle Associazioni di Bellaria Igea Marina
Il lungometraggio, basato su un racconto di Arturo A-
rango, ha vinto nel 2000 il premio per la sceneggiatura
all'
Havana Film Festival ed è
stato presentato al Festi-
val di Cannes 2000 nella sezione "Un certain regard"
C A G N O N A . I T
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