Novembre nell'iconografia antica

San Martino in Romagna

Nelle civiltà agrarie San Martino coincide con un periodo di fine anno, con il termine dei pascoli e dei raccolti e la prima spillatura del vino. Le propaggini autunnali si stemperano nell’incipiente inverno. Nella tradizione agricola e contadina San Martino segna il principio dell’anno agrario, la scadenza e il rinnovo di contratti e fittanze. Nel mondo germanico la stagione invernale ha inizio l’11 Novembre, la stessa data in cui si celebrava l’antico capodanno celtico

In questo periodo di passaggio gli spiriti maligni andavano allontanati dalla terra ricorrendo a maschere e travestimenti e con grida, suoni di campanacci, accensione di fuochi. Allo stesso scopo si ingaggiavano battaglie simboliche e rituali tra figuranti di schieramenti contrapposti.
Nella consuetudine popolare il periodo di fine anno si manifesta con riti di espulsione e di pubblica condanna di mali (aspetti negativi) della comunità come avviene nel contesto rituale carnevalesco- e rappresenta il momento della riconciliazione dei vivi con i morti, celebrato con eccessi alimentari e baccanali.

Questi vari motivi rituali si riassumono in una pratica molto radicata in Romagna nella ricorrenza di San Martino (ancora diffusa, nelle sue ultime funzioni, a cavallo tra gli anni Cinquanta e Settanta), diretta alla condanna dell’adulterio (femminile) e della pubblica derisione del coniuge cornuto. Sotto questo aspetto, che non è l’unico a distinguerlo, questo modello rituale si identifica con la scampanata, conosciuta in Italia con varie denominazioni e particolarmente presente in talune aree centro-settentrionali; in Europa, testimoniata soprattutto in Francia (charivari) e in Inghilterra (rough music).

Com’è noto lo charivari rappresenta, fra le altre prerogative, una forma rituale di ostilità nei confronti di individui che hanno infranto determinate regole comunitarie e consiste in una chiassosa dimostrazione in maschera inscenata da gruppi di maschi giovani e adulti, sottolineata da grida e risate e dal simultaneo impiego di strumenti musicali arcaici, oggetti di uso domestico, conchiglie marine, corni, utensili sfondati e fuori uso (…)

Eraldo Baldini – SOTTO IL SEGNO DELLE CORNA San Martino, la “festa dei becchi” e lo “charivari” in Romagna. Società Editrice “Il Ponte Vecchio” 2017

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